Quella del 7 Ottobre 2009 è stata una giornata storica per la Repubblica italiana. E' stato un momento, l'unico degli ultimi anni, in cui la Giustizia ha deciso di alzare la manina e pronunciarsi, anzi meglio dire scontrarsi, con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L'importanza di questo momento è descritta non solo da me... non solo in Italia, ma in tutto il resto del mondo, che ha riconosciuto il grande passo svolto in questi giorni dalla democrazia del nostro paese, per la prima volta impavida nei confronti del truffatore che ci comanda.
Della marea di parole terrificanti conseguenti ai fatti di due giorni fa non mi scandalizzano tanto gli insulti, i soliti, che Silvio ha fatto uscire pubblicamente nei vari Talk Show e interviste alle principali testate giornalistiche, rivolte ai più disparati organi dello Stato e persone della vita politica italiana. Ci sono più o meno abituato, anche se il Cavaliere riesce sempre e comunque ad essere spigliato, originale e colorito nei suoi interventi... mi scandalizza il fatto che si parli con assoluta tranquillità di alcune cose che andrò ora ad esporre.
Il Lodo Alfano è stato giudicato anticostituzionale dalla Corte Costituzionale, ma non è stato questo a fare notizia in questi giorni. I principali protagonisti della cronaca politica di questi giorni sono stati Berlusconi, Napolitano e la Corte Costituzionale. Il Cavaliere accusa la Corte di averlo preso in giro, in quanto composta da membri di sinistra, perchè prima il Lodo era stato accettato per poi essere, in un secondo momento, giudicato non congruo alla Costituzione dallo stesso organo. Il Presidente della Repubblica è stato accusato da Silvio per non aver aggirato la Corte Costituzionale per costringerla a tornare nuovamente sui propri passi (incredibile!). Berlusconi è stato accusato -per aver accusato un po' tutti- dai membri dell'opposizione e da chiunque operi una qualsivoglia propaganda contro di lui ed il suo operato a capo del Governo. La morale della favola è che si è perso completamente il punto centrale della disgrazia: si accusano tutti a vicenda senza più esaminare l'oggettiva anticostituzionalità del Lodo, che è di per sé il fatto più grave emerso dalle cronache politiche del momento. Il Lodo Alfano è anticostituzionale punto e basta... non è un pensiero soggettivo, non è opinabile... se fosse stato accettato l'Italia avrebbe fatto l'ennesimo passo verso il regime totalitario che Berlusconi, così minuziosamente e al di fuori della visuale dei più, tenta di instaurare ormai da tempo. Per questo è un momento storico questo, uno Stato si sta ribellando al suo aspirante dittatore cercando di evitare di cadere negli stessi errori compiuti in un passato non troppo remoto.
Il Lodo Alfano è stato giustificato dalla maggioranza come espediente per far sì che il Presidente del Consiglio possa portare avanti il suo mandato senza doversi preoccupare dei processi che lo vedono coinvolto. Ma il Presidente del Consiglio non è diverso dal padre di famiglia, dal lavoratore precario e da tutta quella gente che cerca di portare a casa uno stipendio che gli faccia superare dignitosamente la fine del mese. Ognuno di noi, dalla prima all'ultima misera anima, ha il suo mandato, ovvero portare avanti la sua vita e migliorare quella della propria famiglia, e Berlusconi non è nessuno in confronto a chi si rompe il culo in questo modo. Non merita dunque di ricevere alcun vantaggio dalla legge e tanto meno di essere immune da essa.
E' questo che conferisce al Lodo Alfano il giusto appellativo di anticostituzionale.
Fino a quando si parlerà di "vivere la democrazia", la legge sarà uguale per tutti...
Che dire... a volte il mio sfrenato estetismo mi porta a bloccarmi nella stesura su carta (o "carta virtuale") di un pensiero, un racconto, una riflessione o un'emozione, solo perchè mi rendo conto di non poter riuscire a dare una soddisfacente linearita ed un'accettabile melodia estetica alle mie parole e allo scritto che esse andrebbero a comporre... quindi mi fermo, rifletto, aspetto, fino ad esaurimento voglia di produrre. E' questo, di fatti, - unito alla non rara mancanza di tempo - il motivo principale della mia inattività su questo blog, che, come il precedente, tanto mi è caro, perchè testimonianza nel mondo della mia esistenza, ed elenco-esposizione delle molteplici sfaccettature dei miei interessi, dei miei pensieri...
Quella di oggi però è una storia di menzogna, ed io trovo allo stesso tempo incredibilmente difficile riuscire nella fluidità armoniosa, ed imprescibilmente necessario il parlare di questo delicato argomento, che - una volta tanto - non mi interessa in prima persona.
Sono ultimamente arrivato alla conclusione che la menzogna amoreggi con la vergogna... che abbiano strettamente bisogno l'una dell'altra per comparire e manifestarsi nei più sconfinati anfratti di vita.
La mia ragazza non ha avuto problemi, il giorno che ci siamo conosciuti, a parlarmi di come avesse completamente buttato via un anno scolastico, di come - alla fine degli esami di maturità - ne avesse subito i peggiori danni, e di come - una volta finito tutto - la faccenda l'avesse fatta sprofondare in una depressione che non l'ha fatta più uscire di casa per quasi un anno. E' una questione di serietà... forse di rispetto, ma non tanto verso chi ascolta la tua storia, ma verso te stessa: il guardare la tua storia e non rinnegarla... accettarla, contare uno dopo l'altro gli errori che si è fatto, parlarne a chi ti sembra più necessario... cercare di non cadere più in certi sbagli, anzi recuperare e sovverchiarli del tutto.
Riprenderla in mano, la tua vita.
Chi mi ha presentato la mia ragazza è stata una persona che prima del trauma le era piuttosto vicina e poi, in occasione degli sconforti appena citati, allontanata come il resto del mondo e delle anime, ed ora piano piano ritrovata, in occasione di quel nostro fidanzamento, nato sulla costa del Lago di Piediluco, a Terni, nel mio tremare di freddo e trepidazione.
La ragazza che ci ha fatti conoscere non è stata, col suo partner, altrettanto sincera e comunque fiera della sua storia: ha condiviso, lo stesso anno, la delusione della bocciatura che anche la mia ragazza aveva subito, raddoppiata per due (anche in primo). Ma la versione che aveva raccontato al suo moroso, che nel frattempo è il mio migliore amico, a me e tutti i nostri amici era ben diversa da quella ufficiale scoperta in seguito. Avrebbe anzi finito in regola il liceo, si sarebbe iscritta ad un'università in cui è difficilissimo passare il test d'ammissione, sarebbe in regola con gli esami, se non fosse per i genitori, che all'ultimo anno (il terzo) avrebbero deciso che lei stesse perdendo tempo utile per se stessa e facendo perdere denaro a loro, che devono mantenerla...
La smentita che la mia ragazza, al nostro primo appuntamento, mi diede della faccenda fu così ingenua che le uscì naturale dalla bocca, così come naturale le uscì il racconto del piccolo dramma che un paio d'anni prima aveva vissuto. Non si poteva, per tanto, tacciarla di cattiveria nei confronti della sua amica, che dal suo canto non le aveva accennato della falsa versione dei fatti raccontata al mio migliore amico e alla sua famiglia.
In seguito io, ancora confuso su chi avesse la ragione, mi sono sentito in dovere di comunicare al mio amico quanto avevo saputo il giorno prima. Inutile dire che rimase basito dalle mie parole... lui litigò con lei, lei si "chiarì" con me confermando la sua versione dei fatti, io litigai con la mia ragazza per cercare subito di chiarire la situazione una volta per tutte. Di lì a breve non riuscimmo a chiarirla: c'erano le loro due parole l'una contro l'altra, e per me avevano lo stesso peso. Il mio migliore amico non fu così sensibile quanto me, e decise di fidarsi della sua ragazza che, a detta sua, le aveva raccontato troppe cose perchè queste fossero davvero irreali. Io, per tanto, decisi di archiviare la storia e di continuare la storia con la mia ragazza, confidando nei ragionamenti che lei (con le piccole prove che avevamo entrambi) mi aveva invitato a fare e che spostavano, forse, l'ago della bilancia a suo favore.
I mesi sono passati ed ora sono sopraggiunti elementi più importanti, veri ed inoppugnabili indizi, stati di fatto, che hanno confermato la menzogna... non sono mai stato così fiero della persona che in questo momento occupa i miei pensieri, della sua sincerità e del suo coraggio a raccontare verità scomode sul proprio passato.
Dall'altra parte, invece, una menzogna ha tirato l'altra, e l'incapacità del mio migliore amico (o forse la non voglia, chi lo sa) di vedere l'evidente, di collegare i pezzi del puzzle collegabili e scoprire che, inesorabilmente, quel puzzle non potrà essere mai completato, mi fa stare male. Non si può sconvolgere una persona... non si può far rompere i rapporti tra le nostre ragazze che, con i dovuti paraocchi che la scomoda vicenda ha imposto ad una delle due, sono rimaste amiche.
Ed a me non resta che osservare il corso delle nostre storie, una reale e sincera, l'altra spettacolarmente fittizia, e osservare impotente il decorso della menzogna...
"Forse sono ignorante... ma sono un uomo sincero..."
(Mike Buongiorno, bacchettando Sgarbi)

Mi sento di consigliare ai miei lettori e a tutti coloro che amano la musica elettronica e ne assaporano il suo saper emozionare, cullare e trasportare altrove la nostra mente, l'EP (credo si tratti di questo) "Moth / Wolf Club", poco più di 18 minuti di rara eleganza e perfezione, ovvio risultato dell'unione di due dei più grandi esponenti del genere, Burial e Four Tet.
"Moth", così Burial da lasciarti sconvolto. Una vera e propria perla di una techno pacata e drogata, sconvolta soltanto da quei sample vocali che rompono il minimalismo del pezzo.
"Wolf Club", dalla quale spicca deciso lo zampino di Four Tet, così spensierata e giocosa nei suoi ghirigori elettronici, così capace di infondere nell'animo sensazioni diametralmente opposte dalla traccia precedente...
"Moth" e "Wolf Club" sono come il diavolo e l'acqua santa ... come se ci fosse stato un patto tra paradiso ed inferno col tentativo di spiegare al mondo la bellezza della musica e della potenza che essa ha sull'ascoltatore ... creatrice di una dottrina di beati o di dannati che si estenderà, sempre e ovunque, con ogni mezzo.
Download: Burial & Four Tet - Moth / Wolf Club
Mi sembrava quasi di essere al centro dell'Universo. Ero più in alto, più in alto di tutto quello che si poteva vedere, e giuro che lassù la vista ricopre distanze di centinaia di chilometri, fino all'affievolirsi delle immagini, al miscelarsi del verde delle colline con l'azzurro del cielo.
E' una montagna potente quella di Torre Maggiore, la cima più alta della catena dei Monti Martani, fedele accompagnatrice della valle Umbra, unificatrice delle province ternane con quelle perugine. Da lì si può dominare con lo sguardo ogni singolo monte limitrofo, ci si sposta da Terni a Spoleto da una parte, da Todi ad Orvieto dall'altra.
Dopo tutto la magia di questa vetta era stata scoperta già nel V secolo a.C., testimoniato dall'Ara Major, santuario pagano risalente a quell'epoca di cui sono ancora visibili i ruderi.
Ho scavalcato il recinto che delimitava l'area archeologica e mi sono inoltrato in quel suggestivo cimitero di pietre che ora lascia solo intravedere i basamenti di quello che era un tempo il tempio. Mentre camminavo sopra di essi era facile viaggiare con la mente ed immaginare una notte del solstizio d'estate di 2500 anni fa, in cui le stelle dell'Orsa Maggiore, perpendicolari al sito, si riflettevano negli specchi d'acqua sacri scavati nelle rocce (la leggenda vuole che accadesse proprio questo) dando magicamente inizio ai riti purificatori.
Era una giornata calda... il sole faceva cambiare colore alla mia pelle intanto che il vento la consolava...
Ed io mi sentivo ricoperto di una potenza magnetica!



Quando decisi per la prima volta in maniera seria di aprire un blog, Little Fury, il mio vecchio blog, non ero nella pelle. Pensavo a tutte le cose con cui avrei potuto arricchire uno spazio web tutto mio, senza vincoli di alcun tipo.
Solo me, i miei pensieri, le mie passioni, ed una tastiera.
Sono diversi anni ormai che mi reputo intellettualmente parlando maturato ed era sicuramente certo, il giorno che ebbi l'idea di creare il mio primo blog, che il risultato non sarebbe stato molto ordinato, dato il gran numero di interessi che avevo e che avrei acquisito col tempo, ma se non altro quel desiderio di riuscire a scrivere qualcosa di leggibile anche da persone sconosciute, di donare qualcosa di me nel web che prendeva sempre più il sopravvento, di lasciare un segno sicuro ed immediato di come la si pensi in certe occasioni e per determinate tematiche... erano tutti sogni che potevo realizzare così facilmente che non mi sembrava vero. Dato che spesso credevo di essere una persona molto più riflessiva della media... avevo la certezza di poter persino aiutare la gente ad aprire gli occhi e a guardare il mondo ed i suoi avvenimenti sempre da prospettive differenti da quelle comuni.
Ed allora era bello: ci si poteva incontrare e scontrare sulle differenti idee politiche, sulle preferenze musicali, o magari anche solo scrivere un racconto o un pensiero che ci frullava per la testa da giorni, con la sfida di tradurlo nelle giuste parole, dando ad esse un suono che ci piace, che ci culla, dando a noi stessi la possibilità di avvicinare con il cuore persone che magari erano nella stessa situazione, o magari che volevano solo dare un commento di supporto. Tutto questo mi è capitato molte volte e credo mi abbia arricchito moltissimo... dopo tutto è così bello scrivere... è così bello sfidare le proprie capacità di evocare immagini, di trasformare in mucchi di parole armoniche un proprio ricordo o una propria riflessione... ci sono davvero poche cose migliori dello scrivere... è un esercizio che allena la nostra mente dal quale si impara tanto e ogni volta...
Ho deciso di abbandonare il mio vecchio blog, non molto tempo fa, perchè mi sentivo arrivato ad una svolta della mia vita... sentivo che il mio stato d'animo era ben diverso da quello che mi aveva spinto ad iniziare la mia avventura on-line e quindi ho deciso di cambiare, anche per il fatto che ormai non aggiornavo più da tempo il mio piccolo spazio virtuale...
Vita nuova, blog nuovo!
Il peccato è stato che nell'arco di tempo in cui la mia attività in internet si è fermata, tutto il mondo del Social Network ha subìto un grosso scossone ed è cambiato repentinamente, lasciandomi in profondo arretramento rispetto ai mesi precedenti.
E' esploso FaceBook e con lui la possibilità di ogni persona di essere presenti nel web (e quindi anche nelle vite degli altri) senza avere alcuna capacità, nessun interesse e nessun obiettivo nella vita. Si può semplicemente scrivere il nostro stato d'animo, diventare fan di qualsiasi stronzata, iscriversi ai più assurdi gruppi, mostrarsi (e questa è la parte che odio di più di questa triste storia) benevoli nei confronti della gente che soffre, far vedere al mondo intero di essere vicini alle più disparate cause umanitarie-naturaliste-moraliste, ricordare ogni anniversario di ogni disgrazia e scrivere la frase ad effetto su quello di cui non ci è mai fregato un cazzo ma che fa comunque molto persona rispettosa e molto figo...insomma molta ipocrisia.
Non che prima avessi sta gran considerazione dell'intelligenza media della popolazione italiana (anche se questo è probabilmente un discorso facilmente estendibile ad ogaltre nazioni), ma pensavo sinceramente che i valori che una persona dalla decente cultura può inserire all'interno di un blog avrebbe sempre surclassato il parassitismo degli altri individui su internet.
La mia positività ha ricevuto una sonora sconfitta, come ormai accade per quasi tutte le forme di positività in questo paese, e la generazione dei blog e di chi ha qualcosa di sensato da dire risulta, ad oggi, irrimediabilmente battuta...
Dopo tutto era così facile da prevedere: presenza e ignoranza battono presenza e intelligenza al primo round.
Knock Out!
E credo che nessuno potrà mai convincermi del contrario... circa un anno fa si sarebbe potuto contare sull'Home Page di Splinder, la presenza fissa di almeno 1500 utenti on-line... La cifra, un anno più tardi, è scesa ad un terzo... sono mesi che non vedo più di 600 persone connesse alla piattaforma e chissà quanto questo numero è destinato ancora a scendere.
Questo è uno di quei post destinati a non essere letti né tantomeno commentati, perchè troppo lungo e impegnativo... la gente invece vuole le frasi fatte sceme, vuole i video di YouTube, vuole esserci senza offrire niente...
Il numero di persone davvero interessate nella blogosfera è ormai ridottissimo e le possibilità che si instaurino, tra queste, delle discussioni stimolanti sono minime.
Infatti questo rimarrà un post ricco di molti spunti per parlare e scambiare idee... spunti non sfruttati, sparsi in questa manciata di parole senza possibilità di uscita. Ma non sono triste solo per me... sono triste per tutti quelli che, come me, hanno creduto nelle enormi potenzialità di questo mezzo che ci è offerto (uno dei pochi per far sentire la nostra voce) e che le hanno viste svanire... sotterrate dalla montagna dell'ignoranza.
Come disse Giorgio Gaber, "la mia generazione ha perso".

(Norberto - Entrando in Umbria)
Era tanto che non ascoltavo Aqualung, dei Jethro Tull... quel disco così finemente hard-folk progressivo, che Ian Anderson e compagni furono capaci di realizzare nel 1971, probabilmente inconsapevoli della piccola porzione di storia musicale che stavano scrivendo.
E poi quel titolo così strano... "autorespiratore" vuol dire... mah...
E quella copertina... così vera, così drammatica, così riconoscibile...
E quel riff iniziale... shhh! "Aqualung" sta iniziando...
"Sitting on a park bench
eyeing little girls with bad intent.
Snot running down his nose
greasy fingers smearing shabby clothes.
Drying in the cold sun
Watching as the frilly panties run.
Feeling like a dead duck
spitting out pieces of his broken luck."
Già... era davvero un bel po' di tempo che la voce nasale di Anderson, così finemente capace di quei cambi di tonalità che donano eleganza ad una già splendida esecuzione sonora, non passa per le mie orecchie... ma ricordo ancora i frangenti precisi che circondavano quel momento, la scoperta di questo disco, alla tenera età di sedici anni.
Devo tutto alla mia curiosità, alla mia testardaggine e ad una persona che mi fece capire, con le cattive oso dire, che gli orizzonti musicali sono così illimitati, ma così illimitati, che non ci si può permettere di sentirsi arrivati in qualche modo... non si è mai troppo consapevoli di ciò che la musica sia, nel buono e nel cattivo gioco, nell'amore e nel dolore, finchè morte non vi s... no, scusate...questa è un'altra roba...
Insomma la musica ricopre ogni sfera sensoriale, ed almeno nel mio caso... c'è sempre stata una colonna sonora nella mia vita... potrei fare compilation su compilation che descrivano con le note ogni attimo della mia vita vissuta, col senno di poi e non...
Erano i primi tempi, per me, del computer e di quella potenza di internet... ed io ero un ragazzino che sentiva dentro una passione ed aveva tutta l'aria di immergersi in essa... sprofondare in essa...
Viverci...
Scoprii dunque i primi forum di musica più o meno indipendente, e, quindi, la volontà di spazzare via pregiudizi e conformismi di massa, ed accettare le diversità della musica (allora concepivo solo musica "suonata" alla Jimi Hendrix, Pink Floyd, Iron Maiden... insomma, da qualche parte dovevo pure iniziare... e direi che non me la sono cavata male).
Probabilmente quel tale ha avuto ragione a criticarmi per il fatto che la mia giovane età mi portasse ad osannare Red Hot Chili Peppers, Aerosmith e Led Zeppelin, insomma quel pugno di certezze che i mezzi di comunicazione di massa ci propinano e ci schiacciano in faccia (in mezzo ad altra merda) rendendoli dogma, oltre il quale nessuno nella storia riuscirà più ad arrivare... parlo di qualunquismi del tipo "non ci saranno più gruppi del genere..." ed altra robaccia simile.
Apro una breve parentesi per parlare di pochi giorni fa, quando alla TV, su Sky, si parlava del nuovo programma che Enrico Ruggeri si apprestava a presentare di lì a poco: "Le 7 vite del rock". C'era un opinionista musicale barbuto ex-hippy, ex-Woodstockiano, ex-sessantottino, ex-giovane (insomma ex-unsaccodicose) che si pavoneggiava del suo sapere musicale... sembrava quasi che fosse "obbligato", dal suo aver vissuto gli anni dei figli dei fiori e l'evento di Woodstock, a dover parlar male della nuova generazione musicale, che "non ha più niente da dire in confronto ai vecchi mostri del passato".
E' stato in quel caso che ho preso una grande coscienza della mia maturazione musicale...
Mi ha fatto ridere, quell'opinioista barbuto...
Io così giovane, lui così anziano... eppure...
Mi ha fatto ridere...
Madonna... ho paura di far scivolare questa riflessione nel pattume... sto parlando troppo e soprattutto non c'è un filo nel mio discorso... non c'è qualcosa che conduca vari fatti... se non la successione cronologica degli stessi nella mia vita...
Ma dopo tutto chi dice che in un discorso ci debba essere un filo conduttore, un senso o tanto meno una morale, uno scopo...
I discorsi sono come la musica... spaziano talmente tanto da non essere individuati a volte, altre volte compresi, altre volte sopportati...
Dopo tutto chi ci dice che la musica per essere chiamata tale debba essere suonata con gli strumenti classici del rock?
Chi ci dice che per comprendere la musica si debba per forza studiarla?
Chi ci dice che per FARE musica si debba per forza conoscere la tecnica di uno strumento, o la teoria del suono, o semplicemente saperlo suonare, uno strumento?
Nessuno impone niente alla musica... ed è questo che stavo imparando in quei giorni, con Aqualung dei Jethro Tull nell'aria... la colonna sonora di quegli attimi...
Ormai il discorso ha perso ogni senso. Tant'è...
Parlo di Peer to Peer.
Il Peer to Peer mi ha aiutato ad accrescere enormemente (ma davvero in una maniera mastodontica) la mia cultura musicale... e sinceramente ho imparato a considerarlo un fedelissimo amico e alleato di vita.
Aqualung è stato, che io mi ricordi, il primo disco interamente masterizzato mai realizzato da me...
Ero così fiero, ancora legato all'idea di stampare per ogni cd la sua copertina e di inserirlo ordinatamente in una bella custodia rigida (sogno infranto poco dopo, quando mi sono ritrovato di fronte all'imponente mole di dischi che il mio masterizzatore continuava a sfornare, fino ad esaurimento forze).
Bhè era lì, Aqualung, nella sua bella copertina, difronte ad un ragazzino davvero fiero del suo operato... forse già pregustavo la mia crescita... dopo tutto capire di poter avere tanta musica è una di quelle scoperte che ti lasciano col fiato sospeso per un bel po', come la masturbazione, essere innamorati e quant'altro si aggiri intorno al mondo delle donne (ovviamente)...
E poi ci sono le major che infliggono le pene esemplari, tanto per mettere paura alla gente e magari, scagliarci pure qualche soldino che non guasta mai... ma se posso dire la mia, da quando scarico dischi il numero dei dischi correttamente acquistati è cresciuto in una maniera esponenziale, cosa che non sarebbe stata possibile se tutta sta solfa di storia che ho raccontato non fosse accaduta... e quindi il mio nei confronti della Siae l'ho fatto... inoltre credo che la preoccupazione di perdere soldi a causa delle contraffazioni di un proprio disco alberghi solo nella mente di quella frangia di "artisti" da Mtv, ai quali del divulgare la loro arte interessa poco, se non con un occhio perennemente fisso sul portafogli... al vero artista dovrebbe interessare il passaparola del suo messaggio, indipendentemente dal mezzo grazie al quale prende atto.
Sostengo quindi il Peer to Peer perchè credo che sia una delle massime (e, ahimè, poche) istituzioni della poca libertà che ciè rimasta...
E poi, in fondo in fondo, credo che se Ian Anderson dovesse leggere questo mio post, tutta la storia che c'è dietro al semplice e spontaneo gesto di scaricare un suo album, ed al percorso evolutivo musicale di un ragazzo che ama visceralmente la musica...
Credo non si dispiacerebbe...
Se non possiedo ancora una copia originale di Aqualung!
"Do you still remember
December's foggy freeze
when the ice that
clings on to your beard is
screaming agony.
And you snatch your rattling last breaths
with deep-sea-diver sounds,
and the flowers bloom like
madness in the spring."
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. .. la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perchè la storia lo esigeva.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe…
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera…
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo.
Perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso.
Era come… due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti.
Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare… come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due.
Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.
Guardami camminare
Falcata lunga e spalle larghe
Rievoca tu per me
Quello che io non posso ricordare
Io fra le tue braccia
Io che son cresciuto così in fretta
E che rimpiango di non viverti più
Come da bambino
Però…
Mentre mi guardi
Spazza via la malinconia
Rimuovila dai tuoi occhi
Riempiti di fierezza
Sono il frutto di Te…
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